Se io sono il contrario di me da che cosa mi sento diverso?
Utente: SurferRosa
Nome: Due B
Una marruca. Racconto a caso, senza capo ne coda ma con tanto guscio. Costantemente in viaggio tra Brescia, Bologna e la Valle Caudina.
Hanno detto!
Deposito
www.flickr.com
Questo è un badge Flickr che mostra le foto pubbliche di marruca. Crea il tuo badge qui.
links

Fogli
bottoni
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
counter
visitato *loading* volte
sabato, 31 marzo 2007
Sono quasi convinto di non essere sveglio.
Non so se non sogno quando sono vivo,
se non vivo quando sogno,
o se il sogno e la vita formano in me un ibrido,
un'intersezione dalla quale il mio essere cosciente
prende fisionomia per interpenetrazione.

(Fernando Pessoa da
 "Il libro dell'Inquietudine di Bernardo Soares")
 
 
 
 

Inzino, dicembre 1998 polaroid

postato da: SurferRosa alle ore 00:03 | Link | commenti (8)
categoria:
venerdì, 30 marzo 2007
 
 
 
 
Sportiva (mente): l’air guitar. 
 
Tic incontrollabili che senza ombra di dubbio migliorano la qualità della nostra vita.
L'air guitar potrebbe essere considerato anche uno sport.
Un movimento da praticare tra la discrezione muta della nostra cameretta o stipati tra la  folla urlante di un concerto.
 
E' un'interpretazione, è fingere di suonare uno strumento (in questo caso trattasi di chitarra, elettrica o  acustica non importa all'inizio, ma vada anche per il basso) mentre un supporto fonografico diffonde la  musica prescelta.
 
Il ginnasta dell’air guitar ha vissuto e poi superato diverse fasi scimmiottatorie:
 
1) Timido possesso dello strumento immaginario (verso i 4\6 anni);
2) Imitazione spudorata e perdita del controllo (dai 7 agli 11 anni);
3) Presa di coscienza delle proprie capacità immaginarie anche in pubblico (non oltre i 12 anni);
4) Improvvisazione assoluta (dai 13 anni fino all'eternità).
 
 
Fase uno.
Siete rimasti folgorati nonché un tantino inquietati da un filmato in cui Jimi Hendrix dava fuoco alla propria chitarra (una Fender Strato se non ricordo male). Quando sentite una qualsiasi musica simil decente, le dita delle vostre manine iniziano a muoversi a ritmo. I più intraprendenti e/o i più squattrinati di voi (causa inadeguate mance parentali), quelli che non compreranno mai una chitarra in vita loro, si accontentano di maneggiare una racchetta da tennis. In questa fase iniziale state sempre attenti a riservare le performances atletico\artistiche solo per voi, del resto non c’è la sicurezza che la mamma (per quanto sia una mammifera avanti) possa capire.
 
Fase due.
Ecco, avete passato questi deliziosi annetti imparando a leggere e a scrivere ma chissenefrega dico io, quello che conta è che avete approfondito e consolidato il vostro amore per la musica ma nello specifico per il dannato suono in tutte le sue deviazioni. Esplorerete tutti i fenomeni.
Dai mitici Iron Maiden con le loro incursioni fatte di metal epico all'indimenticabile tormento di Jeff Buckley. Passando dalle ragazze cornflake di Tori Amos e dai nervi pericolanti di Henry Rollins o meglio  ancora di Mike Patton in combutta con John Zorn.
Che ne dite della prima decade dei Sonic Youth?
Rimanendo nell'ambito dell'allenamento pluriquotidiano nell'air guitar, non scordiamo che avete studiato attentamente le movenze dei vostri musicisti preferiti.
Come di consueto la cameretta sarà la palestra dove migliorarvi e, non meno importante, per qualche anno ancora, sarà l'unica testimone dei vostri scatti digitali nell’aria.
 
Fase tre.
Coloro che nel punto precedente sfruttavano l'ausilio di una racchetta  da tennis, ora sono pronti ad usare il letto come rampa di (s)lancio verso l’altrui vista.
In questo periodo fate fatica a tenere nascosto il vostro impulso da musicista immaginario,
è tempo di lasciarsi andare pure in mezzo alla folla!
Hey oh, let's go!
 
Fase quattro.
A scanso di spiacevoli bocciature scolastiche siete già sbarcati alle medie.
Periodo delicato, fatto di bidelle col neo disegnato e auto proclamati fighetti minacciosi.
Molto probabilmente vi siete già accorti che a scuola sono in pochi a nutrire e condividere
la vostra passione.
 
 
Bene?
Male?
 
 
 
 
 
 
 
Ascoltati:
Cerberus Shoal, Humb, 1999
Rollins Band, Weight, 1994
Queens of the Stone Age, Songs for the Deaf, 2002
postato da: SurferRosa alle ore 23:28 | Link | commenti (4)
categoria:
mercoledì, 28 marzo 2007
Porta un respiro azzurro chiaro
con movenze rosa polvere,
dal nero del tuo venir piano
che sta per sopraggiungere.

Lilla è l'ombra del sorriso
che s'apre su di me:
diventa albicocca intorno al viso...
(è qui per farsi mordere?)

La tua danza è sospesa: 
è per dirmi che ora tocca a me?
 
{Marlene Kuntz: “Danza”}
 
 
 
Alla mia bicicletta (Pessoa bike) manca solo l’uscita serale.
Senza di lei mi trovo sui marciapiedi corteggiati dalla brina luccicante.
Senza i pedali le gambe si intrecciano col nulla.
Una ronda a rilento nei paraggi agonizzanti, nelle ostili vicinanze.
 
Senza il rumore dello sfregamento del fanale dinamo sul copertone sono  istigata ad immaginare le canzoni.
 
Subito da Marlene, nonostante io abbia scelto una canzone recente (Danza) la memoria si è avvolta sull’estate del 1995.
 
Il Monastero di Sant’Eufemia acceso di luce poco invadente, il furgone nocciola del gruppo targato Cuneo, il cuore al ritmo della grancassa e persone che avrei conosciuto davvero soltanto una decina di anni dopo e che ora sto perdendo di vista allontanandomi con passo veloce.
 
Il primo concerto della mia vita, avevo compiuto da poco 14 anni!
 
Ora dovrei procurarmi un cappello ma in verità l’ho comperato senza mai indossarlo.
 
Schiacciare, nascondere, annientare l’odore e togliere il colore.
Osservo i capelli con la coda dell’occhio mentre si spettinano nel vento: le mie radici visibili,  ballerine di pensieri, legacci di immagini, ancora di salvezza delle idee, satelliti di canzoni, bavagli di pessime trovate, rimbalzo di idiozie rinnovate….
 
Preferisco lasciare i crini in balia del fantasma del freddo notturno, impacchettati dall’aria trasparente.
 

Tra poco li appoggerò al cuscino, saranno come l’edera smeraldo che arrampica le pareti dei vecchi palazzi.

postato da: SurferRosa alle ore 20:15 | Link | commenti (11)
categoria:
martedì, 27 marzo 2007
“Appartengo ad una razza maledetta, a una razza estinta,
a una razza senza quartiere.
Vivo costante nell’ora dei coltelli, nella galassia dell’amore,
nella pattumiera della morte.
Per questo vanto ancora il diritto di sognare.
Di tutto il resto, io me ne frego.
Ma oggi, nella disperazione galoppante che mi circonda,
il sangue s’appiccica a tutto quanto c’è di buono.
E così, nella miseria della mediocrità dei vostri trucchi e maneggi,
i miei baci, uscendo dal boato del mio corpo, si disperdono
cadendo come foglie morte”.
 
(Ezio Vendrame, da “Calci al vento”, 2005)
 
 
Ezio e le lacrime delle cose.
 
Vendrame ha sempre detto che l’unico vivo di San Giovanni di Casarza è Pier Paolo Pasolini.
 
L’ho annotato da qualche parte sul non-comodino dove riposano i diversi libri del momento.
Qualcuno non riesco proprio a finirlo, mi piace troppo per abbandonarlo definitivamente.
Altri li rivedo di continuo per rievocare i lampi fatali di ciò che non c’è più ma che può rinascere dentro di me come una fenice impalpabile.
 
Le foglie delle piante hanno iniziato a colorarsi di tempo e dopo la tempesta, a turno, cadono senza nessun ordine.
Qui di fronte il ciliegio ciondola come il libro di Vendrame che reggo un’altra volta tra le mani.
Lo lascio tra i miei palmi.
 
Deve condividere quello spazio di pensiero con la comparsa di una “macchiolina”.
E’ una storia lunga ma chi ha i baffi di zucchero a velo la conosce….
 
 
 
 
Accompagnata da:
Jaga Jazzist, What we must, 2005
Deftones, Saturday Night Wrist, 2006
Il Grande Omi, s/t, 1997
Crime in Choir, s/t, 2001
Vinicio Capossela, Nel niente sotto il sole, 2006
Franti, Non Classificato, 78/87/99
 
postato da: SurferRosa alle ore 14:07 | Link | commenti (2)
categoria:
lunedì, 26 marzo 2007
Pier Paolo facci un goal
postato da: SurferRosa alle ore 03:11 | Link | commenti (13)
categoria:
sabato, 24 marzo 2007
Che cosa c’è di più bello che cantare?
Cantare, e poi cantare di nuovo
e ancora…
 
(Ella Fitzgerald)
 
 
 
 
Che cosa c’è di più inebriante di un mucchio composto da pagine nude?
Spazi da colorare, righe da scrivere, cerchi storti da tracciare, storie e pensieri a cui dare una luce sfogliando avanti e indietro.
 
La piccola furia dell’alfabeto si è insinuata, non mi rimane che aspettare l’invito per il prossimo tango.
 
Nell’attesa alleno le labbra a non ferirsi con le spine delle lettere.
 
 
 
 
 
Con:
!!!, Myth Takes, 2007
Calla, Strenght in Numbers, 2007
Coco Rosie, The Adventures of Ghosthorse and Stillborn, 2007
Fursaxa, Alone in the Darkwood, 2007
Au revoir Simone, The Bird of music, 2007
Kristin Hersh, Learn to sing like a star, 2007
postato da: SurferRosa alle ore 17:51 | Link | commenti (2)
categoria:
venerdì, 23 marzo 2007
**Tutto sprofondato nelle emozioni pittoriche che ieri nella mia lettera ti ho descritto sia pure in modo frammentario, sono rimasto seduto sul mio aratro almeno due ore**
 
 
Lionel Andrés Messi (La Pulga, Leo) è il calciatore che più mi entusiasma in questo periodo.
Mancino e agile.
Portato al duello e acutissimo, non ci mette niente a colpire l’avversario.
Stile e grazia.
Camiseta 30 del Barça.
Camiseta 18 della nazionale argentina.
 
Quando lo guardo giocare mi concentro soprattutto sul suo corpo, sulle fasce muscolari in tensione, sulle ossa che danzano, sui piedi ubriachi di passione.
 
Capitare sulla faccia significa fare un viaggio letterario, vuol dire spostarsi su qualcun’altro.
Lui ha il volto del giovane Werther.
 
Non è vero che non ho mai sopportato quel libro, quelle dicerie erano una corazza da indossare a scuola per non dimostrare la mia catarsi sofferente.
Il bisogno di dargli una scossa, di sradicarlo da quel malessere e scuotere quella terra stucchevole dalle pagine di carta sottolineate per un’analisi qualsiasi e svogliata.
 
Se anche lui in certi frangenti avesse avuto l’occasione di ascoltare gli Afghan Whigs di certo non l’avrebbe fatta finita in quel modo.
Al posto dei salassi avrebbe potuto provare anche con il combat rock dei Clash, alla luce dei fatti mi sembra sottointeso.
 
Di conseguenza quel coraggio baldanzoso provocato dalle note elettriche  non l’avrebbe svuotato ma bensì riempito come la più contronatura delle sanguisughe che invece di togliere regala.
 
Lo immagino proporre una danza allargata a Lotte e Albert, un girotondo inaspettato.
 
Per poi staccarsi delle mani degli altri e continuare a volteggiare nella penna di Johann Wolfgang  Goethe….
 
Invece…
 
Sturm und Drang!
 
**Un vicino vide il bagliore della polvere e udì lo sparo;
ma poiché tutto tornò subito tranquillo, non ci pensò più **
 
 
 
 
 
Hey, baby there's a vampire moon
Scaling the sky
Shine in your room
Your eyes are open
You got nothing to do
Come outside
and play with me
Tonight
Follow me down to the bushes dear
No one will know
We'll disappear
I'll hold your hand
We'll never tell
Our private little trip to hell
Tonight
Can I walk you home tonight?
 
(the Afghan Whigs, “Tonight”, CONGREGATION, 1992)
postato da: SurferRosa alle ore 14:01 | Link | commenti (4)
categoria:
giovedì, 22 marzo 2007
Rusted brandy in a diamond glass
everything is made from dreams
time is made from honey slow and sweet
only the fools know what it means
temptation, temptation, temptation
oh, temptation, temptation,
I can't resist...
 
(“Temptation”, Tom Waits, 1987)
 
 
Il nascondiglio che mi svela a tutti.
Il labirinto della terra, le ragnatele pronte a brillare, l’edera che disegna le pietre, gli alberi che arrampicano il cielo, il suono delle foglie salde ai rami preferiti….
 
Anche stamane sono uscita di casa pensando ai tuoi baffi di zucchero a velo!
 
 
 
 
Musique:
Melvins, A senile animal, 2006
Nick Cave & the Bad Seeds, Murder Ballads , 1996
Fugazi, Steady Diet of Nothing, 1991
Joy Division, Les Bains Douches, 2001
Cat Power, The greatest, 2006
postato da: SurferRosa alle ore 15:55 | Link | commenti (2)
categoria:
martedì, 20 marzo 2007

28 03 2005, verso ovest

 

So good to see you once again.
I thought that you were hiding.
And you thought that I had run away.
Chasing the tail of dogma.
I opened my eye and there we were.
So good to see you once again
I thought that you were hiding from me.
And you thought that I had run away.
Chasing a trail of smoke and reason.

Prying open my third eye.
 
(Tool, “third eye”, Ænima, 1996)
 
Adesso che vengo a prenderti sento di essere tornata a casa anche io.
Da stanotte la smetterai di essere quell’immagine da collocare fuori dalla mia finestra, vieni dentro.
Non so per quanto mi fermerò ma mi basta sapere che le mie radici hanno trovato spazio per attorcigliarsi anche in te.
 
Grazie Paola, bentornata.
 
postato da: SurferRosa alle ore 14:09 | Link | commenti (8)
categoria:
lunedì, 19 marzo 2007
White and black
Are you looking for the sun boy?
The sun doesn't shine down here, no, in shadow...
 
(P.J. Harvey, Plants & Rags, 1992)
 
 
Lancio le lenzuola che si sono intrise di aria fresca.
Per un istante sono girate sopra la mia testa in un respiro fresco.
Una striscia lasciata dai fiori impigliati.
E il suono continua con l’avanzare della foschia.
 
La musica che preferisco riconduce al viaggio, sposta la mente.
Con questo disco, The Peel Sessions 1991/2004, dal mio letto riesco a percorrere i ponti ferroviari sul Po.
La voce di Polly Jean ha tutta la profondità della nebbia che immortala le superfici nel suo interno.
 
E sul finestrino del treno velato di vapore, con le dita, di asciutto riesco a scrivere solo il suo nome.
 
postato da: SurferRosa alle ore 02:01 | Link | commenti (3)
categoria:
domenica, 18 marzo 2007
 
Rinvenivo il sapore del sangue sulle labbra prestate come batuffoli d’emergenza per arginare quelle particelle di cipria rubina che tingevano la mano.
postato da: SurferRosa alle ore 20:53 | Link | commenti (5)
categoria:
giovedì, 15 marzo 2007
E non c’è con te più nessuno
in treno, sì sei uno.
Non hai nemmeno un vecchio
specchio che faccia due te.
 
(da “La lunga strada”, Lawrence Ferlinghetti)
 
 
 
Da sempre la piazza, o comunque la strada, è stata adottata come recipiente a pressione della comunicazione.
 
Argina, modella e ospita la denuncia.
La protesta.
La dichiarazione d’intenti.
La richiesta.
Lo sberleffo e quindi la poesia.
 
Come osservatrice credo di non essere stata solamente fortunata a catturare le pose involontariamente migliori.
 
Sopratutto si è trattato dell’assoluta volontà di esserci.
 
Di trovarmi e di trovare.
 
Di assumere i connotati della testimone.
 
Di catturare e imprimere la memoria.
 
 
 
 Fori Imperiali, Roma 19 marzo 05 (ore 17)

 

Bologna, Primo Maggio 2002

 

Brescia, Piazza Loggia, 28 Maggio 2006

postato da: SurferRosa alle ore 19:48 | Link | commenti (9)
categoria:
mercoledì, 14 marzo 2007
<< Io non ho speranza

ma credo nei Cure >>
 
 
 
 
 
Massimo Volume, Club Privé, 1999
The Cure, Pornography, 1982
Bikini Kill, The Singles, 1998
postato da: SurferRosa alle ore 17:58 | Link | commenti (3)
categoria:
lunedì, 12 marzo 2007

occhiolino

 

"Dormii molto al di sotto del livello della tempesta.
Mi muovevo nel calore e nella musica come dentro a un diamante marino.
Nessuna corrente di pensieri, solo la carezza del flusso e del desiderio che si amalgamano, si toccano, si spostano, si ritraggono,
vagano - infiniti fondi di pace.
 
(…)
 
Sentivo solo la carezza del movimento -  movimento nel corpo di un altro – assorbita e perduta bella carne di un altro, cullata dal ritmo dell’acqua, il palpitare lato dei sensi, il muoversi della seta”.
 
 
(Anais Nin, La casa dell'incesto)
 
postato da: SurferRosa alle ore 15:37 | Link | commenti (2)
categoria:
sabato, 10 marzo 2007
Il fallimento è un grembo
e io ti attendo…
 
(“Dentro Marylin”, Afterhours, Germi, 1995)


E’ schiacciante!
La passione comprime profondamente per fare rimbalzare chissà dove.
 
La notte passata  zompettavo senza meta con Pablo incollato al fianco destro.
Si è fermato ad annusare ogni pisciata canina precedentemente svuotata da altri.
 
Ci siamo incamminati su quel ritaglio di terra ed erba disastrata con sembianze di prato (disastrato s’intende).
Al buio cercavo di ricordare dove mettere i piedi ma ero già mentalmente occupata a ripassare tutte le parole di “dentro Marylin”.
 
Anzi, riascoltavo la canzone (mais oui, texte et musique aussi) proprio nella mia memoria.
Per esattezza la versione con Cristina Donà.
Ogni tanto, dalla valvola di sfogo del mutismo, dalla bocca insomma, usciva il vapore che veniva istantaneamente sbugiardato dall’aria fredda.
 
Nel pestare un melograno marcio ho subito pensato al 30 Aprile 1993.
 
Ho fatto finta di essere a Roma, in prossimità di Piazza Navona.
Con i piedi ho cercato i soldi gettati fuori dall’Hotel Raphael.
 
Dove ha messo le radici quel contante?
 
 
 
 
Ascoltati:
Blonde Redhead, 23, 2007
Nick Oliveri and Mondo Generator, Dead Planet, 2006
The Mars Volta, Frances the Mute, 2005
Rokia Traore, BowmboÏ, 2004
postato da: SurferRosa alle ore 12:51 | Link | commenti (5)
categoria: