Guerrieri che in punto di lancia,
dal suol d'Oriente alla Francia,
di strage menaste gran vanto
e fra i nemici il lutto e il pianto,
davanti all'estrema nemica
non serve coraggio o fatica,
non serve colpirla nel cuore
perché la morte mai non muore.
(Fabrizio De Andrè, La Morte, Volume 1, 1967)
Il calibro dei simboli, delle parole e delle azioni può diventare più esiziale di quello di un’arma da fuoco!
L’attenzione prestata, la sapienza, la dimestichezza con la storia e la sua considerazione dove sono andate a chinarsi?
Sono una pessima consumatrice, quando devo andare a fare delle compere che non siano legate al pane, al vino, ai fiori, ai quotidiani o a qualche stramberia mi viene da stare male.
Il progetto dei centri commerciali poi mi lacera, quella volta (forse) all’anno in cui vi metto piede il mio corpo, per ripicca e in perfetta combutta con la psiche, inscena uno spaventoso male di universo (Pessoa docet).
La sola possibilità di adoperare come luogo di ritrovo questi teatri dalla vitalità mingherlina mi annienta.
Persone in gabbia, stanno allevando intere generazioni in batteria come i polli….eppure non molto tempo fa il vicinato mormorava, con abbondante peperoncino nel culo, che quel grande complesso industriale dietro casa mia sarebbe stato convertito a centro commerciale. Che pizzicorio, erano tutti entusiasti!
Detto ciò non ho memoria di ardenti passioni per i “prodotti” e ammirazione per una particolare marca.
Però sono sempre stata affascinata dagli indizi propagati dal corredo di una persona.
Tramite la stoffa, la trama, il colore e l’ordito è possibile (senza impiegare una speciale attenzione) risalire a diversi dettagli di un indossatore.
Così ho sentito girare la testa quando una mattina, con risolino da incantatore un negoziante mi voleva convincere della bellezza di una felpa riportante la scritta cubitale (tra l’altro orrendamente plasticata) “SAIGON’S VETERANS” o giù di lì.
Per il disagio il mio volto si è imporporato all’istante.
Senza curarsi della mia pacata obiezione, con tanto di piccolo ma saccente ripasso storico, il trafficante ha messo in piedi una spiegazione tanto ridicola quanto vera.
Al commercio non importa il riferimento politico\storico ma preme l’impatto estetico di un simbolo, qualunque esso sia.
Non arretro di una tonalità di rosso, seguiterò a denunciare il mio stupore e il mio imbarazzo a partire dall’epidermide accesa.
Non si tratta di tenere pinzillacchere cutanee ma piuttosto di rifiuto e repulsione dell’inciviltà confezionata dall’ignoranza.
Musica:
CSI, Ko de Mondo, 1994
Mr Bungle, California, 1999
Beck, Mutations, 1998
The Mars Volta, De-loused in the comatorium, 2003