Is that you Moatilliatta?
(The Mars Volta, da: This Apparatus Must Be Unearthed, 2003)
Il messaggio d’addio l’ha lasciato appiccicato al frigorifero proprio con il magnete a forma di baguette... il dettaglio indigesto, era quello che mi faceva cacare più di tutta la faccenda.
Più o meno diceva così:
<< Come promesso ho riascoltato quella canzone.
Ho imbastito la voce per cantare, le parole erano ancora disciplinatamente stagne nella testa.
“Uh le tue scarpe a fiori, i tuoi crolli nervosi”.
Sì!
Ma il giro di basso proprio non lo ricordavo.
Dopo due attenti ripassi, di colpo, ho avuto voglia di sentire gli Smiths perché pensavo ti avrebbe potuto appagare suonare anche quegli accordi.
“She said: Ehi, I know you, and you cannot sing, I said: That’s nothing – you should hear me play piano”
Quando abbiamo parlato delle tue mani ho scordato di dedicarmi alle vene, a quei rami avvolti su di te per metri. Ti usano come spoletta e in cambio trascinano sangue e curiosità sino alle dita.
E poi non ho parlato dell’odore che le corde stropicciate del tuo basso regalano alla pelle…>>.
<< Ma tu non hai mai suonato il basso, chissà con chi mi sto confondendo?
Uh, vabbè, comunque è finita lo stesso>>.