"...vedo il fantasma della libertà
che riempie il vuoto della vita..."
[ Fluxus, "Tutto da rifare", da Pura Lana Vergine, 1998 ]
L'autobus si inclina mentre slitta sulla rotonda posta a pochi metri dallo stadio Rigamonti.
Vedo i riflettori sbucare alla grande da un' accozzaglia di gradinate consunte.
Il ricordo rimbalza come un pallone che vola sulle geometrie giocate da Roberto Baggio.
Il geniale piede chirurgico ha tracciato disegni indelebili sull'erba che dal suo ritiro è già stata tagliata migliaia di volte.
Immagino che sotto al nuovo manto crescano spolette di filo colorato che intrecciano le traiettorie di Roberto per non perderne memoria.
Beh, io le ho tutte messe al sicuro negli occhi e in un paio di dvd commemorativi.
Mentre la coda di automobili riprende a muoversi lascio cadere questi ricordi nostalgici per raccogliere il lettore mp3 dalla tracolla.
Con una mano scelgo le canzoni, con l'altra stringo il cellulare per mandare un messaggio.
Alla fermata successiva sale una donna che si siede al mio fianco.
Nel frattempo nelle cuffiette sta girando a tutto volume "Liar" della Rollins Band.
Sorrido immensamente pensando ad Henry Rollins bardato dal "costumino" che indossava nel video ma mi interrompo perchè noto che la signora sta parlando da un pò di tempo... con me.
La donna, in un dialetto terrificante, mi fa notare come ad ogni fermata salga un extracomunitario con il lettore mp3 e il cellulare (proprio i due oggetti che anche io al momento sto tenendo in mano).
Pare che l'accusa delirante sia un'eccessiva ricchezza che non dovrebbe calzare a persone "così", mi dice che "loro stanno meglio di noi".
Le faccio notare che io ho gli stessi gingillini e che, in fin dei conti, se li può permettere anche un qualsiasi lavoratore non assicurato che penzola ogni giorno dalle impalcature dei cantieri che ci circondano.
Le chiedo quanti anni hanno i suoi nipoti e quanti cellulari posseggono: 12 e 13 anni, 4 cellulari e 2 lettori mp3. Cerco di dirle che non mi identifico nel suo "noi" ma non c'è nemmeno gusto ad intavolare una discussione sui suoi problemi di razzismo, invidia e obso-letame vari: non mi capisce.
Mi giro desiderando che alla prossima fermata salga Henry Rollins: incazzato e pronto a dispensare fortissime testate sulla fronte altrui.
Magari in pantaloncini e sudato....





