Se io sono il contrario di me da che cosa mi sento diverso?
Utente: SurferRosa
Nome: Due B
Una marruca. Racconto a caso, senza capo ne coda ma con tanto guscio. Costantemente in viaggio tra Brescia, Bologna e la Valle Caudina.
Hanno detto!
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domenica, 26 ottobre 2008

"...vedo il fantasma della libertà
che riempie il vuoto della vita..."

[ Fluxus, "Tutto da rifare", da Pura Lana Vergine, 1998 ]

L'autobus si inclina mentre slitta sulla rotonda posta a pochi metri dallo stadio Rigamonti.
Vedo i riflettori sbucare alla grande da un' accozzaglia di gradinate consunte.
Il ricordo rimbalza come un pallone che vola  sulle geometrie giocate da Roberto Baggio.
Il geniale piede chirurgico ha tracciato disegni indelebili sull'erba che dal suo ritiro è già stata tagliata migliaia di volte.
Immagino che sotto al nuovo manto crescano spolette di filo colorato che intrecciano le traiettorie di Roberto per non perderne memoria.
Beh, io le ho tutte messe al sicuro negli occhi e in un paio di dvd commemorativi.
Mentre la coda di automobili riprende a muoversi lascio cadere questi ricordi nostalgici per raccogliere il lettore mp3 dalla tracolla.
Con una mano scelgo le canzoni, con l'altra stringo il cellulare per mandare un messaggio.
Alla fermata successiva sale una donna che si siede al mio fianco.
Nel frattempo nelle cuffiette sta girando a tutto volume "Liar" della Rollins Band.
Sorrido immensamente pensando ad Henry Rollins bardato dal "costumino" che indossava nel video ma mi interrompo perchè noto che la signora sta parlando da un pò di tempo... con me.
La donna, in un dialetto terrificante, mi fa notare come ad ogni fermata salga un extracomunitario con il lettore mp3 e il cellulare (proprio i due oggetti che anche io al momento sto tenendo in mano).
Pare che l'accusa delirante sia un'eccessiva ricchezza che non dovrebbe calzare a persone "così", mi dice che  "loro stanno meglio di noi".
Le faccio notare che io ho gli stessi gingillini e che, in fin dei conti, se li può permettere anche un qualsiasi lavoratore non assicurato che penzola ogni giorno dalle impalcature dei cantieri che ci circondano.
Le chiedo quanti anni hanno i suoi nipoti e quanti cellulari posseggono: 12 e 13 anni, 4 cellulari e 2 lettori mp3. Cerco di dirle che non mi identifico nel suo "noi" ma non c'è nemmeno gusto ad intavolare una discussione sui suoi problemi di razzismo, invidia e obso-letame vari: non mi capisce.

Mi giro desiderando che alla prossima fermata salga Henry Rollins: incazzato e pronto a dispensare fortissime testate sulla fronte altrui.
Magari in pantaloncini e sudato....

 

postato da: SurferRosa alle ore 15:59 | Link | commenti (4)
Commenti
#1    27 Ottobre 2008 - 16:43
 
Brutta bestia, la limitazione culturale ...

Vedi B., ciò che contraddistingue la nostra generazione con quelle passate è che loro avevano dei limiti, che col tempo si sono crostificati e rafforzati, degenerati, come tu stessa fai notare, in invidia per cosa è venuto dopo ...

Oggi non abbiamo limiti, anche ammettendo i tanti problemi che ci sono. Oggi una persona può liberamente pensare di diventare famoso, di contare nella società, di diventare qualcuno di importante... e la novità è che tutto questo è possibile, col sacrificio ovviamente.

Un tempo tante persone avevano più limiti che speranze ... ti invito a non odiare queste persone, ma ad averne compassione ...

(Sia chiaro che la mia non è una critica alle generazioni passate in toto)

Per il resto, Viva Baggio!
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#2    28 Ottobre 2008 - 01:06
 
Se io fossi una pazza, caro Emme, inizierei a dirti che il derby della Mole dovevate perderlo per una questione di stile invece di vincerlo ma vabbè...... :-P

Beh, io ringrazio ogni giorno il fatto di aver creato un mondo fantastico e parallelo all'interno della mia mente che, olte ad essere un musical divertentissimo , mi trattiene dal cercare la rissa.

Personalmente, come aspirazione, più che la fama sento la fame ma il mio intento era solamente quello di sottolineare anche nel razzismo quanto ci si soffermi sugli aspetti prettamente materiali....il fatto che la signora fosse cresciutella non ha a che fare con un dipinto generazionale vintage ma piuttosto con la triste fedeltà di cronaca (o fedeltà cronica?).

Per il resto il calcio è morto, Viva Roberto Baggio!!!!

Baci
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#3    28 Ottobre 2008 - 13:26
 
Magari la prossima volta salgo io. Che non so parlare il dialetto, per la precisione.

Ossimorosa silenziosa
utente anonimo

#4    29 Ottobre 2008 - 21:25
 
Esimia Ossissima,
quale sventura ti ha portata al non apprendimento dialettale mentre eri in villeggiatura in alta valle?

Come tu ben sai, essendo metà bresciana e metà mantovana, sin da piccola ho imparato le bestemmie dialettali di entrambi le favelle. A Brescia ci vanno giù pesanti con gli auguri di sodomia dolorosa (con un aggiunta vojeristica di "e poi specchiati") mentre i mantovani augurano agli altri il cancro.
Che genti, che birbe, che bei caratteri!!!!

Amo le lingue dunque anche i dialetti.
Insomma, ho l'orecchio linguistico (non disdegno nemmeno una lingua nell'orecchio di tanto in tanto, neh!) e mi piace tantissimo imparare. Dai soggiorni a Parigi e Napoli, fino agli alunni del medioriente a cui ho insegnato l'Italiano: appena posso rubo modi di dire e parole per me nuove e calzo l'accento che ascolto portandolo a zonzo con me.

Però odio chi usa il dialetto per escludere dalla conversazione chi non lo capisce...

Allora intesi: ti tengo il posto sull'autobus!!!


;-)
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